
Cera una volta una giovane rondine, una bella rondine nera, che sapeva volare alto e che riusciva a sfiorare l’immensità del cielo. E non è cosa comune per una rondine. La rondine era molto indipendente, amava la vita e viaggiare in alto nel cielo. Un giorno mentre volava in compagnia del silenzio, improvvisamente e contro la direzione del vento, da dietro una nuvola vide un falco, lanciarsi contro di lei. Si spaventò perché non aveva mai visto delle ali così forti e perse l’equilibrio precipitando nel vuoto. Il Falco meravigliato dallo splendore del manto nero della piccola rondine, si lanci dietro di lei e riuscì a raccoglierla sulla sua schiena.
La rondine pensò: Se non m’innamoro ora, non m’innamorer mai più!
Quando si fermarono sulla cima di una montagna, nel silenzio si guardarono per la prima volta negli occhi. La Rondine non aveva mai visto degli occhi più belli, verdi strati di marrone, come il colore dei boschi e non aveva mai sentito un profumo più buono di quello delle piume del Falco, sapeva di natura, profumava di vento. Subito se ne innamorò.
Il Falco guardò la piccola Rondine con stupore, come faceva questa piccola creatura ad avere tanta vita negli occhi? E come erano fini le sue piume, lucide sotto i raggi del sole. Subito se ne innamorò. E fu una favola. Il Falco prese per l’ala la piccola Rondine e insieme promisero di scrivere nei cieli la storia più bella che la vita avesse mai conosciuto. Volavano alti nel cielo, sognavano insieme, guardavano nella stessa direzione e vedevano dove volevano arrivare. Sapevano che prima o poi si sarebbero fermati, ma per stare insieme per sempre in un modo diverso.
Giocarono e volarono per tanto tempo, sempre insieme uno nelle ali dell’altro. Un giorno la piccola Rondine non si sentì bene e non volle alzarsi dal loro nido. Lui la guardava preoccupato; la sua piccola Rondine non poteva stare male. Cosa avrebbe fatto lui senza quegli occhi profondi? Cosa aveva la sua amata?
La piccola Rondine posò il suo primo uovo. Era sorpresa e spaventata. Dall’amore con il Falco era nato un piccolo uovo, bianchissimo e luccicante. La Rondine amò da subito quelluovo con la stessa intensità con cui amava il suo bel Falco. E decise di covarlo. Guardò gli occhi del falco, tremante e vide che erano diventati cupi. Dovera il colore del bosco in cui lei si rifugiava? Dov’era il profumo del vento delle sue piume che le dava coraggio?
Il Falco non voleva che lei si occupasse del piccolo uovo, le disse: Mia piccola Rondine, come faremo a volare più alti del cielo, come faremo a giocare con le nuvole, come potremo ancora rincorrerci fra i boschi? La Rondine non capiva: a lei bastava amarlo per volare più alto del cielo. E il Falco, con un battito d’ali, fece cadere l’uovo nel vuoto e volò via. Per sempre.
La Rondine, spaventata aveva imparato proprio dal Falco che nella vita l’obiettivo deve sempre essere chiaro. Il suo obiettivo era quello di salvare il suo amore. Non potendo fermare il Falco, si lanciò verso il piccolo uovo bianco che rischiava di spezzarsi al contatto con la terra. E con uno sforzo tremendo, riuscì a raccoglierlo sulla sua schiena, proprio come aveva fatto il Falco con lei tanto tempo prima.
Ora era sola, con il suo piccolo uovo.
Volò a lungo e decise che era ora di tornare con le zampe a terra. Trovò un sottotetto, di una villetta verde, un posto tranquillo per fare un nido. Un piccolo nido solo per lei e il suo piccolo. Si fermò. Nella villa cera un uomo, dai capelli lunghi. Un musicista, suonava il piano e un violino. Un violino nero. Quel violino nero nelle mani di quell’uomo sembrava un gioiello. Così si era immaginata lei fra le ali del falco. Che gioia le dava quella musica e quella visione. E gli occhi di quell’uomo? Erano colore dei boschi. Le piaceva immaginare fosse il suo Falco.
Nacque il piccolo della Rondine e del Falco. E la musica dei due uccelli coprì la musica del violino nero. Quell’uomo s’innamorò dei due e li aiutò.
La Rondine aveva capito. Tanta era stata la rabbia per l’abbandono del Falco, tanta la delusione, ma niente avrebbe distrutto l’amore che portava dentro di se. Perché l’amore volava ancora più alto del cielo. Perché il suo amore era amore gratuito.
La Rondine aveva capito. Salvando il suo piccolo aveva promosso la vita, aveva aggiunto un po di gusto al mondo, lo aveva arricchito di sapienza e di sapore.
La Rondine aveva capito. L’amore si moltiplica se lo dividi. Come la vita.
… una storia bellissima!